Moorea, Polinesia in 4×4

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La costa di Moorea dal promontorio del Belvedere © Andrea Lessona

La costa di Moorea dal promontorio del Belvedere © Andrea Lessona

Dal Belvedere guardo la costa di Moorea sfocare nell’aria calda e umida della Polinesia. Cielo e mare sono orizzonte smeraldo: tenue via di fuga di sguardi sognanti, saliti sin quassù dove il promontorio finisce nel cielo.

Sono arrivato qui dopo che Tom ha lasciato la sua jeep nell’ombra di una vegetazione timida, e con un cenno del capo rosso mi ha indicato il sentiero. Mezzo scozzese, mezzo polinesiano è stato lui stamane a venirmi a prendere in albergo e portarmi a giro per scoprire Moorea in 4×4.

La prima tappa nell’isola dell’arcipelago della Società è stato un passaggio veloce a Maharepa, il villaggio in cui si trovano i pareo tipici della Polinesia e la Maison Blanche, costruita nel XIX secolo.

Si tratta di una casa coloniale edificata ai tempi delle piantagioni di vaniglia. Dal 1860 sino al 1960 la sua produzione caratterizzò l’economia di Moorea. Poi una malattia infettò le distese e mise per sempre fine alla coltivazione.

Guidando sicuro sull’asfalto bollente Tom ha poi raggiunto la baia di Cook, dove il navigatore britannico gettò l’ancora nel 1768 per iniziare l’esplorazione di questa parte dell’isola. Oggi è la più vissuta coi suoi alberghi, ristoranti e negozi che inframezzano di colori pastello la costa.

Proprio in fondo a questa baia c’è il villaggio di Paopao: una volta era famoso per il suo mercato del pesce, adesso è in disuso. La zona ha saputo reinventarsi con la coltivazione dell’ananas: infiniti campi si distendono sino all’interno.

È lì che la mia guida mi ha portato con una deviazione grazie a cui ho potuto vedere gli 899 metri del monte Rotui, incisi sulle monete locali. Proseguendo nel verde fitto di Moorea, siamo arrivati sino al Marae di Ahu O Mahine, un antico tempio in pietra.

Ripresa la strada, Tom ha costeggiato la Baia di Oponohu: meno edificata di quella di Cook, è adatta per escursioni a piedi o in bicicletta. Con una nuova deviazione siamo saliti sino al Tropical garden.

Da lì, mentre mi dissetavo dal calore umido, ho gettato lo sguardo sull’insenatura davanti sfregiata da una nave crociera. Molti dei suoi passeggeri li ho trovati subito dopo a Papetoai, intenti a fare acquisti alle bancarelle del piccolo villaggio.

Nel 1811 fu scelto come quartiere generale dell’Oceano Pacifico dai missionari della London Missionary Society nel 1811. Furono loro che nel 1870 costruirono a Moorea sopra un antico marae, dedicato al dio Oro, la chiesa ottagonale che mi son trovato davanti.

Mi sarebbe molto piaciuto vedere l’interno del più antico edificio europeo ancora esistente nel sud del Pacifico. Ma fedele al credo religioso protestante è chiuso nei giorni in cui non viene celebrata messa.

Così dopo uno scatto rubato al giallo stinto dell’esterno, Tom è ripartito per arrampicarsi sul Belvedere. E lì sulla cima del promontorio dove mi trovo ora guardo guardo la costa di Moorea sfocare nell’aria calda e umida della Polinesia.

Per approfondire:
Wikipedia
Tahiti Tourisme

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