Bora Bora, la perla della Polinesia

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Bora Bora, Polinesia francese © Andrea Lessona

Bora Bora, Polinesia francese © Andrea Lessona

Nell’oceano Pacifico Bora Bora brilla cristallina. La perla della Polinesia è la più romantica delle Isole della Società cui appartiene. E per questo è meta ambita di sposi novelli che qui arrivano per vivere il loro viaggio di nozze.

Situata a 250 chilometri a nord-ovest di Tahiti, Bora Bora sorge al centro di una laguna, circondata a nord e a est dal Motu Mute, dove si trova l’aeroporto, e dal Motu Piti Aau. Nella zona nordorientale, la barriera corallina la cinge con altri piccoli motu, mentre a sud-ovest c’è il Motu Toopua.

La particolare conformazione di Bora Bora sembra si sia originata nel periodo Pilocene superiore quando era un enorme complesso vulcanico, poi inabissato nei millenni. Quel che resta di quel tempo primordiale, oggi è il monte Otemanu – il vulcano spento che con i suoi 727 metri è la cima più alta dell’isola.

Bora Bora fu abitata sin dal IV secolo d.C. dagli antichi polinesiani che le diedero il nome di Vava’u. Avvistata nel 1722 dagli europei grazie al navigatore olandese Jakob Roggeveen, fu riscoperta nel 1769 da James Cook, che vi sbarcò però solo nel 1777.

Nel 1820, la London Missionary Society stabilì a Bora Bora una prima missione. Nel 1842 l’isola divenne un protettorato francese. Durante il secondo conflitto mondiale, la Perla della Polinesia ospitò una base statunitense con cinquemila uomini e nove navi e fu fortificata per difendersi dagli attacchi dei giapponesi.

Alcuni resti di quei giorni di guerra sono ancora visibili e costituiscono una delle tante attrattive di Bora Bora che possono essere scoperte durante i tour 4X4, uno dei modi migliori per vedere l’entroterra dell’isola e misurarne il perimetro.

Di solito il tragitto inizia e si conclude a Vaitape, il centro più importante di Bora Bora. Per i turisti è snodo fondamentale perché si trovano i principali servizi: poste, uffici pubblici, banche e internet point. Nella cittadina abiatano oltre 4800 persone, quasi la metà dell’intera popolazione che vive per lo più di pesca e turismo.

Molto animata durante il giorno per il continuo viavai di gente che si sposta da e per i vari motu dove si trovano gli hotel e i resort di maggior prestigio, la città diventa tranquilla nel tardo pomeriggio e ancor di più la notte dopo che i gruppi di danzatori locali hanno smesso di raccontare la loro storia agli ospiti.

Sulla strada che cinge a corona Bora Bora si possono trovare, oltre a una natura lussureggiante inframezzata da piccole case vivaci di gente e colori, i prodotti caratteristici dell’isola: perle, pareo, sculture, oggetti dell’artigianato locale e dell’arte polinesiana.

Oltre a tutto questo, ci sono anche centri dove farsi “incidere” un tatuaggio, ricordo indelebile da portare via insieme alle emozioni che Bora Bora sa regalare a chi affronta la sua laguna.

Ci sono diversi tipi di escursioni che vanno dal pranzo su qualche Motu con i piedi nell’acqua, al nutrire i famosi squali pinna nera piuttosto che immersioni per ammirare la barriera corallina e vedere attraverso l’oceano Pacifico la Perla della Polinesia brillare cristallina.

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